26-10-2015 - Alessandra Servidori.
I libri verdi sono documenti pubblicati dalla Commissione Europea per stimolare la riflessione a livello europeo su un tema particolare. Invitano le parti interessate (enti e individui) a partecipare ad un processo di consultazione e dibattito sulla base delle proposte presentate. I libri verdi possono essere all'origine di sviluppi legislativi, che vengono poi presentati nei libri bianchi .Il primo è datato maggio 1984 Televisione senza frontiere: libro bianco sull'istituzione del mercato comune delle trasmissioni radiotelevisive, specialmente via satellite e via cavo COM(84) 300, maggio 1984; lultimo in ordine di tempo è stato nel 2014, Libro Verde su Sicurezza dei servizi di ricettività turistica.
Per noi Italiani fondamentale fu il Libro Bianco 2001, ,presentato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nellottobre del 2001.Allinterno venne svolta, nella prima parte, unanalisi sullinefficienza e liniquità del mercato del lavoro in Italia, in cui vennero riprese le raccomandazione dellUnione europea; gli andamenti e le caratteristiche del mercato del lavoro nazionale; il punto su flessibilità del lavoro e precarietà; produttività e salari; politiche attive e passive; ammortizzatori sociali, incentivi alloccupazione, incontro domanda-offerta di lavoro e formazione. Nella seconda parte del documento venivano individuate le proposte, tramite regole e strumenti, dando spazio, da un lato, alle tecniche regolatorie, a cavallo tra Unione europea e ordinamento nazionale; e dallaltro, alla flessibilità del lavoro e alle relazioni industriali.
Fu un grande lavoro che ancora oggi ne dimostra lattualità dopo 15 anni di tentativi di rimodellare il nostro ingessato mercato del lavoro e che costò la vita a tantissimi amici e coraggiosi giuslavoristi ed esperti della materia che credevano e ancora oggi credono e sostengono questi orientamenti.
Questa iniziativa di Adapt ha il pregio di riprendere un discorso malamente interrotto nel Libro verde sul welfare del 2008, sullo stesso argomento, che coraggiosamente approfondiva la tematica sul futuro del modello sociale italiano. La furia ideologica che massacrò le persone e il percorso, oggi ci si augura sia sconfitta dal buonsenso poiché si riallaccia il filo di quella discussione sulla tematica nevralgica sul futuro del modello sociale italiano, per rilanciare un confronto pubblico nel tentativo di operare una visione di medio e lungo termine rispetto ai cambiamenti demografici, climatici, tecnologici e politici in atto, ben consapevoli che la situazione da quel luglio del 2008 è nettamente peggiorata.
Linasprirsi di contrapposizioni sociali tra giovani ed anziani, tra occupati e disoccupati, tra lavoratori stabili e lavoratori precari, tra donne giovani e grandi comunque disoccupate, risulta comprensibile allinterno di una logica di relazioni di lavoro che oggi poco risponde alla fisionomia del nostro mutato mercato del lavoro.
Lincapacità delle istituzioni e della società di rappresentare le varie categorie e i vari bisogni soprattutto nella crisi delle organizzazioni sindacali, datoriali e partitiche, è evidentemente collegata anche e soprattutto ad un modello valoriale trascurato che è incardinato sulla centralità della persona e da una evidente incapacità di intercettare nuove emergenze e nuovi bisogni mai analizzati e affrontati né ora né in passato.
Nuovi rischi sociali che dobbiamo affrontare con una logica di sussidiarietà e responsabilità ,cambiamenti demografici,ambientali e tecnologici, ci impongono una revisione del modello di welfare nel processo politico e sociale , seguendo le indicazioni della strategia europea Europe 2020 for smart, sustainable and inclusive growth che punta ad una crescita ,sostenibile,intelligente ed inclusiva con elevati livelli di occupazione,produttività,coesione sociale e ovviamente ad una redistribuzione delle risorse disponibili.
Gli obiettivi prioritari: un innalzamento al 75% del tasso di occupazione per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni e una riduzione di 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione, tra cui le donne. LItalia è molto lontana soprattutto per raggiungere nei prossimi cinque anni un tasso di occupazione del 67%-69%. Pertanto per realizzare un modello sociale sostenibile e garantire risorse adeguate è indispensabile incrementare i livelli occupazionali anche per reggere il sistema di welfare, un modello di governance con un concorso dei cittadini, imprese, associazioni e di relazioni industriali che stimolano la partecipazione attiva delle persone come leva di competitività.
Tutto questo è e di più e maggiormente articolato, è il contenuto del LIBRO VERDE di Adapt che viene messo a disposizione di una consultazione pubblica, senza presunzione di completezza, ma proponendo una analisi dei problemi e una possibile visione, augurandosi che aperto il confronto, arrivino idee e contributi.
Testo Integrale Adapt
[Ultimo aggiornamento: 26/10/2015 16:20:56]